Yemen, Siria e Libia oltre alla guerra il Coronavirus, in Egitto a rischio 120 mila detenuti

Abdel Nasir Abu Bakr, direttore del team dell’Oms per la prevenzione dai virus si è detto preoccupato per la situazione Coronavirus in Yemen, Siria e Libia e teme un’esplosione di casi in questi paesi.

La guerra e le condizioni di povertà infatti sono facili veicoli del virus, soprattutto in paesi dove di fatto il sistema sanitario nazionale è molto debole, se non inesistente. Inoltre questi tre paesi non hanno ancora dichiarato casi, ma il timore di Abu Bakr è che ne siano molti ma non ancora scoperti dalle autorità locali. La diffusione del virus in Medioriente è in crescita sia per la salute precaria e compromessa di milioni di persone con patologie pregresse quali diabete, cuore e problemi respiratori e sia per le tardive misure messe in campo dai paesi coinvolti.

In Egitto a rischio 120 mila detenuti

Nelle carceri del generale Al Sisi, sono a rischio 120mila detenuti per motivi politici dalle autorità egiziane. Le loro condizioni precarie associate a malattie pregresse e torture continue rischiano di creare una pandemia nelle carceri egiziane. A chiederne il rilascio immediato sono familiari ed amici oltre ad organizzazioni dei diritti umani come Human Rights Watch.

Ad oggi i casi confermati in Egitto sono 256 contagiati, 27 ricoverati e 7 decessi confermati anche se la paura è che i numeri dichiarati dalle autorità egiziane siano al ribasso nel tentativo di contenere la piazza, che con una economia a picco e stretta senza precedenti sui diritti umani, rischia di scoppiare.

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