Sabato 25 novembre presidio per la Palestina a Milano


Sabato 25 novembre a Milano, presidio a Cairoli alle ore 15.

Da due mesi ormai Israele sta bombardando indiscriminatamente e intensamente Gaza, tagliando carburante, elettricità, acqua, cibo e forniture mediche. Il genocidio dei civili di Gaza continua nel pieno silenzio criminale ed ipocrita di tutte le istituzioni internazionali.

Il numero delle vittime è salito a oltre 14.854, tra cui più di 6.150 bambini e 4000 donne.

Il numero dei feriti è salito a oltre 36mila, di cui più di due terzi sono bambini e donne. Il numero delle persone scomparse a seguito dei bombardamenti dell’occupazione è stimato a 7mila, di cui oltre 4.700 sono bambini e donne.

Dall’inchiesta sul 7 ottobre sembrerebbe che la maggior parte dei civili siano stati uccisi dall’esercito israeliano, facendo cadere così il famoso “diritto alla difesa di Israele”, che tanto piace ai complici politici e mediatici di questo genocidio. Eppure, Israele non si è mai fermata, anzi. Il numero delle bombe lanciate su Gaza in questi due mesi supera di gran lunga quelle lanciate dagli Usa in Afghanistan in una guerra durata anni.

E il numero delle vittime a Gaza in due mesi è superiore rispetto a quello delle vittime ucraine in due anni di guerra. È chiaro a tutti ormai che gli obbiettivi militari di Israele sono scuole, ospedali, campi profughi, ospedali oncologici e pediatrici, non Hamas.

Stiamo assistendo ad un vero e proprio genocidio, nel silenzio generale di tutti i governi anche quello italiano che si era astenuto per la richiesta di un cessate il fuoco. Neonati prematuri muoiono nelle incubatrici senza carburante, gli ospedali sono ormai cimiteri, luoghi dell’orrore, non c’è più posto sicuro a Gaza, ed è per questo che è dovere di ogni cittadino scendere in piazza, sabato 25 novembre alle ore 15:00, per chiedere di fermare questa carneficina e di cambiare la linea della politica estera italiana per non avere le mani sporche di sangue di bambini innocenti, in quanto a Gaza metà della popolazione è costituita da bambini.