Da Omar Atshan a Omaima Bisharat: le testimonianze dei prigionieri palestinesi sulle brutali torture nelle carceri israeliane


Il racconto di un giovane palestinese, recentemente liberato dalle carceri dell’occupazione, getta luce sull’atroce assassinio di Thaer Abu Assab, avvenuto il 19 novembre 2023, nelle prigioni israeliane del Negev. Questo è solo una delle tante testimonianze dei palestinesi liberati emerse in seguito allo scambio di ostaggi fra il governo di Netanyahu e Hamas.

Omar Imad Hassan Atshan, uno dei 39 giovani liberati nell’ultimo accordo con Al-Qassam, ha rivelato che Abu Assab è stato brutalmente picchiato dagli occupanti dopo aver richiesto una tregua imminente. Atshan ha denunciato il rifiuto delle forze di occupazione nel Negev di fornire cure a Abu Assab, lasciandolo morire per le torture inflitte nel cuore della prigione.

A novembre, la Commissione per gli Affari dei Prigionieri e il Club dei Prigionieri Palestinesi hanno confermato l’omicidio di Thaer Samih Abu Assab (38 anni) nel carcere del Negev, il sesto palestinese ad essere ucciso dall’occupazione israeliana nelle sue carceri dal 7 ottobre.

Le testimonianze dei prigionieri liberati rivelano ulteriori orrori. Kholoud Al-Jarmi, madre di quattro figli, arrestata subito dopo un parto cesareo, ha raccontato di essere stata interrogata per giorni, torturata nelle prigioni di “Hasron” e “Damoun”, e privata di cure adeguate.

Ramzi Al-Abbasi, rilasciato da Silwan, ha descritto la prigione del Negev come un “cimitero” a causa delle repressioni, tra cui il divieto di cambio d’abito, la confisca di effetti personali, percosse e la violazione dei diritti fondamentali.

Al-Shibal Mamoun Hamed, liberato da Gaza, ha denunciato le percosse subite sin dall’arresto e all’interno del carcere “Ofer”. Ha rivelato che anche cuccioli di leone in prigione sono stati brutalmente picchiati. La sua testimonianza evidenzia il trattamento brutale inflitto ai prigionieri e la privazione dei loro diritti fondamentali.

Omaima Bisharat, moglie di Bilal Bisharat, deportato a Gaza, ha raccontato di essere stata sottoposta a un mese di duro interrogatorio e condizioni crudeli da parte dei servizi segreti di occupazione.

Le testimonianze dei prigionieri rilasciati, molti dei quali visibilmente malnutriti e in cattive condizioni di salute, rivelano la sistematica brutalità delle torture, delle percosse e delle privazioni alimentari inflitte dai carcerieri. La comunità internazionale deve rispondere a questa tragica violazione dei diritti umani, affrontando le atroci pratiche dell’amministrazione penitenziaria occupante.