No ad Halloween nelle scuole

Halloween avanza anno dopo anno.

Questa festività pagana, di cui la maggior parte degli italiani non conosce né il significato né l’origine, si insidia strisciante nel nostro vivere quotidiano proprio grazie alla sua apparente innocuità. 

In un contesto in cui tutto ciò che è sacro, che è rinconducibile al divino, al trascendente viene mano a mano espulso dallo spazio pubblico in quanto accusato di esser divisivo, in cui si dismettono le tradizioni, la celebrazione del nulla, dagli originari significati pagani, non solo viene ammessa bensì viene promossa con grande profusione di energie nelle nostre scuole a partire dagli asili nido passando per materne ed elementari. 

Vien da chiedersi come sia possibile che questa moda abbia attecchito nel nostro paese senza praticamente incontrare nessuna resistenza culturale. Presto detto, nella ­desertificazione di identità, fede e tradizioni che avanza inesorabile, gli unici riti ammessi sono quelli della religione del consumo (meglio se con riferimenti alla magia nera), come Halloween.

Abbiamo scuole in cui la metà degli alunni sono musulmani eppure non esiste nessun tipo di attività informativa o celebrativa rispetto alle due grandi feste dell’Islam mentre Halloween diviene, senza che vi sia stato alcun dibattito pubblico in merito, un momento di festa obbligato per ignari bambini di 6 anni. 

Il ministro dell’ Istruzione Fioramonti dovrebbe interessarsi alla questione con urgenza e agire per tutelare i bambini. 

 

 

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