Uno Stato unico per musulmani, ebrei e cristiani è l’unica soluzione per la Palestina

Coniugando la “cultura” dello sceriffo senza scrupoli e quella del Padrino don Corleone, Donald Trump ha fatto ai palestinesi una “proposta che non potranno rifiutare”. Anche un tiepido sostenitore dei diritti umani non potrebbe che esserne orripilato. Anche una cinico analista della politica internazionale non potrebbe che mettersi le mani nei capelli.

L’gnoranza di fondo e prepotenza che caratterizzano da sempre l’azione USA in Medio Oriente e la vigliaccheria di quelli, europei, che potrebbero subirne le conseguenze maggiori, disegnano un quadro desolante e allontanano irrimediabilmente le speranze di una soluzione giusta di una questione che si è lasciata incancrenire troppo a lungo nella sofferenza indicibile di un intero popolo e che ha causato la rovina dei popoli circostanti.

Abbiamo sempre sostenuto che di fronte alla continua espansione della colonizzazione sionista, con i metodi che ben conosciamo, l’unica soluzione possibile fosse quella che regge, in qualche modo, la convivenza in Occidente: la democrazia laica, in cui un cittadino sia obbligato agli stessi doveri e goda degli stessi diritti di qualunque altro cittadino, a prescindere dal sesso, l’origine etnica, la religione professata e le convinzioni ideologiche. Il solo limite una legge equa ed equamente applicata da istituzioni condivise e non pregiudizialmente orientate.

Un Paese, nella fattispecie, che si estenda su tutta la Palestina mandataria, in cui possano restare in sicurezza quelli che già vi vivono e in cui possano tornare, in sicurezza, tutti quelli che ne sono stati espulsi e i loro discendenti. Non tutti resteranno e quelli che vorranno andarsene potranno farlo a carico dei garanti internazionali di questa soluzione, non tutti torneranno e quelli che non potranno/vorranno farlo dovranno avere equi indennizzi.

Costerà denaro e paziente impegno da parte di tutti gli attori, ci vorrà del tempo e step programmati e verificati rigorosamente. Ci vorrà un’autorità condivisa e garantita dal consenso generale che abbia la possibilità, e la forza, d’intimare e sanzionare.

Niente di tutto ciò sarà mai possibile finché non si rimuoverà il concetto stesso dello Stato ebraico, sostanzialmente razzista, segregazionista e coperto dall’omertà internazionale.

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