Intervista all’Arcivescovo di Gerusalemme Atallah Hanna: Natale di dolore in Palestina, noi solidali con Gaza

Mentre Gaza a gaza si consuma un massacro ed una catastrofe umanitaria e la Cisgiordania è funestata da soprusi, incursioni e detenzioni di massa da parte delle forze di occupazioni israeliane, i cristiani palestinesi hanno deciso di annullare i festeggiamenti per il Natale, ne abbiamo parlato con Atallah Hanna* Arcivescovo del Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme. 

Come hanno reagito le comunità cristiane palestinesi al massacro in corso a Gaza? 

L’azione più simbolica attuata di concerto dai leader delle chiese di rito occidentale ed orientale è stata quella di ridurre ai minimi termini le celebrazioni del Natale a Betlemme e in tutta la Palestina in solidarietà con le vittime di Gaza e di tutta la Palestina e per pregare per loro. 

Ci sono differenze tra palestinesi cristiani e musulmani nel loro rapporto con l’occupazione israeliana? 

I cristiani e i musulmani palestinesi sono un solo popolo. L’occupazione non fa distinzione tra cristiani e musulmani e distrugge chiese e moschee. I cristiani non sono una minoranza e noi siamo la chiesa più antica del paese e la nostra preoccupazione comune è innanzitutto la Palestina.

Perché la voce e la realtà dei cristiani palestinesi non è considerata dai media occidentali? 

Credo che i media occidentali siano influenzati dall’entità sionista, dovrebbero invece diffondere la verità in modo che gli occidentali sappiano che cosa Israele sta facendo al popolo palestinese, non solo ai cristiani, perché noi, come ho già detto, siamo un unico popolo.

Come mai i luoghi sacri, centrali per la cristianità che si trovano in Palestina vengono oggi dimenticati da paesi occidentali che si dichiarano alfieri della cristianità? 

Il cristianesimo è partito dalla Palestina, e oggi l’Occidente deve ricordarlo, e deve ricordare che i cristiani nel mondo quando difendono la Palestina difendono la culla di Cristo, Inoltre i luoghi santi di Gerusalemme sono patrimonio cristiano e della fede cristiana: da più di 2000 anni ricordiamo la più antica presenza cristiana nel mondo, che è la terra di Palestina, e Betlemme è la casa natale, ed è la culla del cristianesimo e si è diffuso nel mondo, tutto questo va ricordato 

Chiunque studi la Storia della Terra Santa, può osservare come dal 1948 ad oggi la decisione di annullare le celebrazioni del Natale o della Pasqua è stata adottata in occasione delle sei guerre che abbiamo subito dal 1948 ad oggi e altre due volte in situazioni molto drammatiche.

Stiamo attraversando situazioni difficili. Siamo in questa terra martoriata a causa dell’ingiustizia che subiamo ed è dovere del mondo ristabilire la giustizia in Terra Santa perché non può esserci pace senza giustizia e senza la fine dell’occupazione.

 

*All’inizio del 2010, l’arcivescovo ortodosso ha rivolto un appello all’Occidente, in particolare alle Chiese occidentali, chiedendo di difendere Gerusalemme e la causa palestinese, un messaggio dei cristiani di Terra Santa a tutti i cristiani del mondo riguardo la necessità di attivarsi per tutelare i luoghi santi in Palestina, in particolare a Gerusalemme, a causa dello speciale status religioso che la città ha per tutti i cristiani del mondo.

Atallah Hanna ha inoltre invitato la comunità internazionale ad assumere una posizione giusta nei confronti dell’occupazione degli sfollamenti, delle sofferenze e della discriminazione razziale che affliggono il popolo palestinese da oltre settant’anni, affermando che l’occupazione militare della Palestina è un peccato contro Dio che non può essere perdonato se non con la giusta pace e il raggiungimento dell’uguaglianza. Nel dicembre 2019 è stato vittima di un di avvelenamento orchestrato dalle autorità israeliane.