Al Sisi da una mano ad Israele: anche l’Egitto nel ponte terrestre per bypassare gli attacchi dello Yemen


Secondo quanto riportato dai media israeliani, l’Egitto è in procinto di unirsi al cosiddetto “ponte terrestre” per il trasporto di merci che transitano dai paesi del Golfo verso Israele.

Questa mossa strategica mira a superare le difficoltà imposte dal blocco marittimo degli Houthi nel Mar Rosso, che ha impattato significativamente sul traffico marittimo diretto in Israele.

Il quotidiano Maariv e il sito web Walla hanno annunciato che è stato firmato un accordo di principio tra la società egiziana WWCS, rappresentata dal suo presidente Hisham Helmy, console onorario d’Irlanda ad Alessandria ed ex presidente di Maersk Egypt, e le istituzioni israeliane. L’accordo prevede l’utilizzo dei valichi di frontiera israeliani per il trasporto di merci via terra dal porto di Dubai, attraverso l’Arabia Saudita e la Giordania, fino ad Israele.

La nuova rotta terrestre promette di ridurre i tempi di spedizione di circa 10 giorni, rappresentando una risposta concreta alle minacce poste dagli Houthi alle rotte marittime che attraversano lo Yemen dal Mar Rosso. Queste minacce hanno sollevato preoccupazioni per la sicurezza e l’efficienza del trasporto delle merci nella regione, portando alla ricerca di alternative più sicure e rapide.

Secondo Maariv, il memorandum d’intesa stabilisce una collaborazione per il trasporto via terra dagli Emirati Arabi Uniti ai porti israeliani di Haifa, Ashdod o Eilat, oltre a prevedere ulteriori destinazioni in Medio Oriente.

Hanan Friedman, CEO di TrackNet, una delle società coinvolte nel progetto del ponte terrestre, ha dichiarato che la costruzione della strada che collega gli Emirati Arabi Uniti a Israele è stata completata, descrivendola come “un risultato economico storico che rafforza la cooperazione economica tra i paesi arabi”.

L’accordo rappresenta un significativo cambiamento geopolitico e sottolinea l’importanza delle rotte commerciali terrestri come alternativa ai tradizionali percorsi marittimi. Inoltre, il coinvolgimento dell’Egitto nel ponte terrestre potrebbe indicare un rafforzamento delle relazioni economiche con Israele, nonostante le tensioni politiche nella regione.

L’incremento delle relazioni commerciali tra i paesi del Medio Oriente e Israele fa seguito agli accordi di Abramo, firmati nel 2020, che hanno segnato il riconoscimento di Israele da parte di diversi stati arabi e l’avvio di relazioni diplomatiche e commerciali, questo processo ha subito una battuta d’arresto a ragione della guerra israeliana contro Gaza.

Questa decisione dell’Egitto sembra dimostrare che i rapporti sono invece molto saldi e che il regime di Al Sisi ha tutta l’intenzione di coltivare le relazioni con lo Stato sionista.

Il ponte terrestre tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele, con il supporto dell’Egitto interviene in un momento nel quale Israele a causa del massacro che compie a Gaza, vede il suo sistema di approvvigionamento commerciale minacciato dagli Houthi che dallo Yemen bloccano il Mar Rosso chiedendo che l’aggressione contro la popolazione di Gaza cessi immediatamente.