Fouad Immaraine: Macron in difficoltà cerca consenso sulla pelle dei musulmani

In questi giorni il Presidente francese Emmanuel Macron è impegnato in una campagna contro quello che definisce il comunitarismo e l'”islam politico” obiettivo principale dei suo attacchi è stata la comunità di origine turca e le scuole private che fanno riferimento ai paesi musulmani. Ne abbiamo parlato con Fouad Imarraine, attivista e quadro associativo musulmano francese, impegnato da trent’anni sulle tematiche della comunità islamica in Francia

È in corso un progetto di riforma del CFCM (Consiglio francese per il culto musulmano) da parte del governo francese, è vero che Macron vuole rafforzare ulteriormente il controllo del governo sull’Islam francese? Se si, come?

 

Il CFCM è sempre stato oggetto di dibattito per ogni nuovo governo. E lo rimarrà finché la questione dell’Islam verrà sfruttata dai politici nel periodo che precede le campagne elettorali. Poiché in Francia, le elezioni si svolgono in media ogni due anni, bisogna rendersi conto che si tratta di un argomento che verrà fuori spesso. Comunque sono parole e rimangono tali.

Detto questo, il CFCM si è autoregolato dalla sua creazione da parte dello Stato, ma non è rappresentativo di tutti i luoghi di culto musulmani in Francia.

Ora abbiamo una nuova generazione che sta cercando di cambiare le cose in base alla realtà musulmana sul terreno. Recentemente c’è un progetto per creare consigli dipartimentali per il CFCM. Com’è è noto il CFCM era costituito da grandi federazioni con consigli regionali, i CRCM (Consigli regionali per il culto musulmano) che funzionano così così perché è tutta una questione di persone motivate o meno. Ricordiamo che il CFCM non beneficia quasi di fondi da parte dello Sato. La sola assegnazione, a mia conoscenza, è una sovvenzione, credo, di 60.000 euro e una cessione ad uso gratuito di un ufficio a Parigi. A parte questo, il CFCM non beneficia dei mezzi finanziari assegnati ad altre religioni.

In materia di controllo statale, va ricordato che le riunioni del Consiglio di amministrazione si svolgono alla presenza di un membro del Ministero dell’Interno (eccezione fatta quando la presidenza passa al rappresentante di una delle filiali di origine turca). Quindi l’interferenza dello Stato francese è totale in collaborazione con alcune cancellerie straniere.

Circolano voci secondo cui il Marocco è un cavallo su cui il governo francese sta puntando per la gestione della comunità islamica francese? È vero? Riuscirà in questo progetto?

Lo stato francese non può escludere alcuni Stati dalla gestione dell’Islam in Francia. Il Marocco è oggi in stretta collaborazione e, infatti, la Francia accetta ufficialmente che parte degli imam della rRepublique si formino in Marocco. Comunque non sono numerosi rispetto ai luoghi di culto in Francia, che sono circa 2.600. Attualmente l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti stanno sviluppando una politica di collaborazione con la Francia per il finanziamento e/o il sostegno di luoghi di culto o personalità musulmane e non musulmane coinvolte nella questione dell’Islam.

In questo contesto, come valuta le dichiarazioni di Macron sul suo desiderio di ridurre le aree di vitalità politica e culturale della comunità musulmana in Francia e in particolare quella di origine turca?

Prendere di mira i nordafricani può essere controproducente visti i legami di collaborazione (economica, politica, culturale) con gli stati del Maghreb. L’attuale tensione con la Turchia sul terreno geopolitico può essere facilmente sfruttata per motivi di politica interna. Quindi prendere di mira il popolo turco è più facile da gestire politicamente all’interno. Le dichiarazioni di Macron devono quindi essere inserite in un contesto elettorale che è quello delle elezioni comunali in cui il suo partito (En Marche) si trova in una situazione delicata. La questione dei gilet gialli e quella del progetto di pensionamento indeboliscono i candidati di Macron e rischiano di avere conseguenze politiche negative per il presidente. Non è politicamente in una posizione di forza e quindi sente la necessità di invadere il campo dell’estrema destra (l’unica parte oggi in posizione di forza nei sondaggi). Questo spiega il discorso sull’islamizzazione della Francia, il pericolo islamista che sta minando la Republique ecc. ecc. In breve, la retorica dell’estrema destra dagli anni ’80.

Le organizzazioni islamiche che fanno parte del CFCM hanno una vera presa sui musulmani francesi?

Possiamo dire che alcuni attori di queste organizzazioni sono conosciuti dal basso, ma non possiamo parlare di influenza sui musulmani. I musulmani sono molto diversi e molto liberi, contrariamente a quanto si crede.

Quali sono le reazioni della comunità a questa nuova offensiva secolare?

Come al solito, i musulmani non vengono ingannati. Tranne alcuni attori associativi che cercano di apparire essenziali nei dibattiti, ma non pesano assolutamente nulla in termini di influenza.

Ci sembra che, oltre alla questione interna, il governo francese desideri sostenere le sue scelte di politica estera, in particolare per quanto riguarda la crisi libica che vede la Turchia e la Francia allineate su due fronti diversi. Pensi che questo antagonismo possa essere fortemente penalizzante per il pieno godimento diritti dei cittadini francesi di origine turca?

No. I francesi di origine turca sono pienamente nell’esercizio della loro cittadinanza. Sono come tutti gli altri francesi nella loro vita quotidiana e vivono le loro vite, i loro progetti, le loro aspirazioni …. Ovviamente quelli che sono molto legati allo Stato turco agiscono in base alle fluttuazioni diplomatiche tra i loro due Paesi, ma questo non ha grandi conseguenze sull’Islam della Francia.

Ma a parte la specificità turco-francese, quali sono le principali sfide cui deve far fronte la più grande comunità islamica occidentale e come dovrebbero affrontarle?

Le maggiori sfide sono, come la maggior parte dei cittadini francesi: l’istruzione, il potere d’acquisto, il lavoro per i giovani, ecc. Per quanto riguarda il culto, l’organizzazione si svolge in piena luce in piena trasparenza nonostante la strumentalizzazione politica dell’Islam e dei musulmani.

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