A Roma i musulmani riprendono le preghiere per gli ultimi giorni di Ramadan

Dopo due mesi e mezzo di stop totale dovuto all’emergenza Coronavirus, sono ripartite oggi a Roma le celebrazioni religiose islamiche collettive.

Per la rottura del digiuno al tramonto (iftar) di questo primo giorno della vera Fase 2, la comunità islamica bengalese della capitale ha organizzato come fa ogni anno a Ramadan un evento pubblico aperto alla cittadinanza.

 

Grazie ad un protocollo siglato tra il governo e le comunità religiose da oggi è possibile riprendere le preghiere in moschea e negli spazi aperti rispettando alcune norme: 

  • I fedeli devono indossare le mascherine
  • Va mantenuta la distanza interpersonale di 1 metro
  • Bisogna calcolare il numero massimo di persone che possono entrare a pregare (es. Per una sala di preghiera di 48mq possono entrare 48 perone). Questo numero comunque non può essere superiore a 200 persone
  • In caso ci siano molte più persone del consentito bisogna fare più turni di preghiera
  • Il protocollo invita a prediligere la preghiera in spazi all’aperto, con un numero di partecipanti pari ad un massimo di 1000 persone
  • All’ingresso di ogni sala di preghiera deve esserci almeno un volontario (con mascherina, guanti, e riconoscibile dai fedeli) che conta gli accessi
  • I locali devono essere sanificati prima e dopo ogni preghiera collettiva
  • Deve essere messo a disposizione dei fedeli liquido igienizzante per le mani e mascherine per chi ne è sprovvisto
  • All’ingresso dei locali deve essere affisso un cartello con: il numero massimo di fedeli che possono entrare; l’obbligo di utilizzo delle mascherine e della distanza interpersonale; il divieto d’ingresso per chi ha una temperatura corporea superiore a 37,5 °C e per chi è entrato in contatto di recente con persone positive al Covid-19

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