Tornano le proteste popolari in Siria e Assad licenzia il primo ministro Khamis

Alcune manifestazioni di protesta a sfondo sociale si sono svolte in diverse località siriane e in particolare nella città di Suwayda, abitata in gran parte da drusi, nell’estremo sud del Paese a una cinquantina di km dal confine giordano.

Sembra che il recente crollo della Lira siriana (si parla di un cambio reale che paga fino a 5000 LS per un dollaro) abbia determinato un brutale aumento del costo della vita in tutto il Paese.

Proteste sociali e anche politiche 

Le proteste antigovernative sono iniziate domenica scorsa, la gente in un prima tempo chiedeva  il miglioramento delle condizioni di vita ma poi le richieste si sono fatte più politiche e la critica al governo di Damasco è rieccheggiata con gli stessi slogans e canti del 2011.

Secondo i media locali la prima manifestazione è stata convocata con un appello su social media  con un appello che a cui hanno rispostoin particolare cittadini di giovane età e molte donne. I cittadini protestavano per la difficile situazione economica nella quale versa il Paese e ne attribuivano la responsabilità al governo del presidente Assad e ai suoi alleati russi e iraniani.

Parlando con i giornalisti di Suwayda24, una testata della città, i manifestanti hanno ribadito la loro volontà di continuare una protesta pacifica per rappresentare alle autorità il disagio in cui versa una gran parte della popolazione.

Nove milioni di cittadini in carenza alimentare

Secondo dati PAM (Programma Alimentare Mondiale), in Siria quasi 9 milioni di persone non hanno abbastanza da mangiare e altri 2 milioni sono a rischio immediato.

Il mese scorso, l’agenzia delle Nazioni Unite ha comunicato che il prezzo del paniere medio nazionale di alimenti in Siria è aumentato del 111% su base annua, raggiungendo i livelli più alti dall’inizio della guerra.

Gli analisti affermano che la crisi economica nel vicino Libano ha avuto effetti a catena in Siria negli ultimi mesi, con la decisione delle banche libanesi di limitare il rilascio di denaro dai conti bancari riducendo notevolmente l’offerta di dollari USA in Siria e portando il tasso di cambio del mercato nero a razzo.

Assad licenzia il primo ministro Khamis 

Da registrare anche che ieri il presidente siriano Bashar al-Assad ha rimosso il primo ministro Imad Khamis;  media ufficiali non hanno riportato nessuna motivazione né commenti in merito ma gli analisti ritengono che la decisione sia da mettere in relazione con la crisi economica generale che potrebbe invalidare, sul piano sociale, la vittoria militare del regime di Damasco

In arrivo nuove sanzioni

Altri timori di peggioramento della situazione interna siriana vengono dalla prossima entrata in vigore del Caesar Act, un provvedimento degli Stati Uniti che sanziona il regime siriano, incluso il presidente siriano Bashar al-Assad, per crimini di guerra contro la popolazione siriana. 

 

Esso riguarderà numerose attività siriane, comprese quelle relative alle infrastrutture, alla manutenzione militare e alla produzione di energia, imponendo nuove sanzioni alle entità che intrattengono rapporti commerciali con il governo siriano e le sue agenzie militari e di intelligence.

Questo provvedimento  prende il nome da un fotografo siriano noto come Caesar, che ha documentato la tortura contro i civili da parte del governo di Assad.. Le prove fotografiche del rapporto sui detenuti siriani del 2014 sono state pubblicate da Human Rights Watch ed esposte in molte città del mondo.