Giornata Mondiale contro l’Islamofobia: Torino annuncia la raccolta dati per un report annuale


Oggi, venerdì 15 marzo 2024, presso la Sala Colonne del Municipio di Torino, si è tenuto un importante evento dedicato alla discussione e alla sensibilizzazione sul fenomeno dell’islamofobia. Organizzato dalla Commissione Consiliare Speciale per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo della Città di Torino presieduta dal consigliere Ahmed Abdullahi Abdullahi questo convegno ha riunito una variegata serie di relatori e testimonianze per affrontare una questione di crescente importanza nella società contemporanea.

L’iniziativa ha preso il via con i saluti istituzionali del Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il quale ha sottolineato l’impegno della città nel contrastare ogni forma di discriminazione e razzismo, inclusa l’islamofobia. È stato un momento di apertura e di impegno civico, che ha dato il via a una serie di contributi volti ad approfondire le radici del problema e a individuare strategie concrete per contrastarlo.

Tra i partecipanti, figuravano rappresentanti delle associazioni islamiche torinesi, quali Ahmed El Berah e Walid Bouchnaf, che hanno portato la prospettiva della comunità musulmana locale. Questo evento ha permesso loro di evidenziare la necessità di affrontare l’islamofobia non solo come un fenomeno isolato, ma come parte di un contesto più ampio di discriminazione e intolleranza.

Le testimonianze di persone come Fedua El Attari, Hind Lafram, Souad Maddahi, Zineb Aroro e Hiba El Rhalmi hanno aggiunto valore al dibattito, offrendo una visione personale e tangibile degli effetti dell’islamofobia nella vita quotidiana e professionale.

Gli interventi accademici di esperti come Roberta Ricucci, docente di sociologia dell’Islam presso l’Università di Torino, e Tommaso Chiamparino, responsabile delle politiche di contrasto ai crimini d’odio presso la Commissione Europea, hanno fornito un quadro teorico e pratico del fenomeno. Sono stati analizzati contesti locali, passaggi generazionali e sfide europee nel contrastare l’odio anti-musulmano, ponendo l’accento sulle strategie efficaci da adottare.

La presenza di figure istituzionali, come Giovanna Pentenero, Assessore al Coordinamento delle politiche per la multiculturalità e integrazione dei “nuovi cittadini” della Città di Torino, e di esperti del Radicalisation Awareness Network (RAN), ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle istituzioni e della cooperazione internazionale nel contrastare l’islamofobia.

La giornata si è conclusa con una panoramica sulle attività di monitoraggio delle discriminazioni sul territorio metropolitano e regionale, presentate da Silvia Venturelli dell’Ires Piemonte, e sulle politiche e pratiche per contrastare l’islamofobia messe in atto dall’Ufficio anti-discriminazioni della Città Metropolitana di Torino, rappresentato da Antonella Ferrero e Valentina Cera.

In sintesi, l’evento ha rappresentato un passo importante nella lotta contro l’islamofobia, evidenziando la necessità di un impegno trasversale e coordinato a livello locale, nazionale ed europeo. Solo attraverso la conoscenza, la sensibilizzazione e l’azione congiunta sarà possibile costruire una società più inclusiva e rispettosa della diversità culturale e religiosa. Torino si conferma così una città all’avanguardia nel promuovere i valori di tolleranza e solidarietà.

La novità più significativa emersa dall’evento è l’annuncio della collaborazione tra il Nodo antidiscriminazioni della Città metropolitana e le associazioni islamiche di Torino per la raccolta dati su casi di islamofobia e crimini d’odio correlati. Questi dati saranno utilizzati per compilare un report annuale, che sarà presentato pubblicamente. Questa iniziativa mira non solo a evidenziare l’entità del problema, ma anche a individuare strategie efficaci per contrastarlo.

Il presidente della Commissione consiliare, Ahmed Abdullahi Abdullahi, ha sottolineato l’importanza di questo progetto, dichiarando che Torino sarà la sola città italiana ad adottare tale iniziativa. Ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che si stia lavorando attivamente per produrre un report che possa essere uno strumento fondamentale nella lotta contro l’islamofobia.