Intervista al pneumologo: evitare gli anti-infiammatori e i telegiornali

Farid Hamici è dottore in medicina e chirurgia, specializzato in pneumologia, gli abbiamo posto alcune semplici domande in merito alle conseguenze dell’infezione da Covid-19.  Non tratteremo qui i problemi epidemiologici ma solo strettamente l’eziologia, la cura possibile, il decorso ed evidentemente, la prevenzione.

Dott. Hamici ormai tutto il mondo ha sentito parlare di corona virus, cosa ha di diverso questo Covid-19 rispetto ai comuni virus dell’influenza detta stagionale?

Innanzitutto si tratta di un Coronavirus nuovo, sconosciuto al mondo scientifico prima della sua comparsa a fine Novembre 2019 a Wuhan (Cina); è molto contagioso e nelle forme gravi evolve nel giro di una settimana mediamente verso una carenza respiratoria acuta.

Dai dati che vengono comunicati sembra che possa scatenare infezioni anche gravi in soggetti anziani, immunodepressi o comunque indeboliti da patologie pregresse. Confermi questa percezione e cosa consigli a coloro che ritengano di trovarsi in queste condizioni?

Basandosi su dati forniti da medici e ricercatori cinesi emerge che più del 82% dei casi gravi riguarda i soggetti immunodepressi, anziani portatori di varie patologie croniche o con malattie acute gravi ; la stessa cosa si sta affermando in vari paesi colpiti da questo virus.

Il mio consiglio in questo caso va ai famigliari più giovani che dovrebbero proteggere i propri cari anziani e malati cronici con un igiene molto accurata delle mani, del contatto ed osservando con rigore le indicazioni degli organismi nazionali ed internazionali a questo proposito. Se invece qualcuno avvertisse qualche disaggio più severo dei sintomi classici e cioè temperatura alta e disturbi respiratori anche minimi è tassativo mettersi in contatto con i servizi sanitari competenti.

Esclusi i casi più gravi, insufficienza respiratoria ecc, come si potrebbe/dovrebbe curare il soggetto che avvertisse sintomi leggeri ma comunque riconoscibili come quelli dell’influenza? 

Per entrambe le categorie, bisogna evitare gli anti-infiammatori come consigliano la maggior parte dei medici impegnati sul campo in quanto si sono notati peggioramenti dovuti a questi farmaci, bisogna curare sintomaticamente i vari disturbi in base alle prescrizioni del proprio medico.

Quale potrebbe essere il decorso in casi simili e in che tempi si può stimare la guarigione?

Nelle forme leggere si potrebbe anche non accusare sintomi, se non stanchezza, cefalea e qualche volta dolori muscolari. I sintomi durano mediamente una settimana, ma secondo l’OMS la guarigione, con o senza cure dipende dalla negatività del test e può esserci un decorso che va da 10 ad una massimo di 20 giorni circa dall’inizio dell’infezione .

E’ possibile che l’attuale situazione del sistema sanitario, cioè la mancanza d’intervento tempestivo possa peggiorare la crisi attuale? Se chi non sta bene non riceve cure e rassicurazioni dal medico curante non rischia di peggiorare e andare a sovraccaricare i reparti di terapia intensiva?

Credo che si stia facendo il massimo sforzo possibile da parte del sistema sanitario che reagisce con continuità, coraggio e mettendo in campo tutte le competenze esistenti. Personalmente penso che il miglioramento e l’uscita veloce da questa dolorosa situazione riposa sulla massima collaborazione di tutti evitando l’aumento del contagio rispettando le regole che possono essere strette ma sono necessarie.

La lettura dei dati del contagio e dei decessi disegna una zona specifica che coincide con una delle regioni maggiormente industrializzate. Potrebbe essere possibile che ci sia una relazione tra l’inquinamento e questi picchi?

L’inquinamento, atmosferico, del mare, della vegetazione e la pervasività delle onde elettrostatiche provoca ovunque problemi di salute gravi, tra cui malattie respiratorie croniche, allergie, malformazioni e disordini immunitari fin dalla nascita dei bambini. Va da se che se viviamo in uno spazio sporco siamo enormemente esposti a riduzioni importanti della nostra capacità immunitaria.

Ci potrebbe essere una relazione tra la diminuzione delle difese immunitarie e l’alimentazione? Agli animali degli allevamenti industriali vengono propinati molti antibiotici. Potrebbero essere responsabili di debolezza immunitaria?

Senz’altro la qualità dell’alimentazione condiziona il nostro stato di salute generale ed il sistema immunitario è uno dei sistemi più coinvolti . Ogni giorno studi scientifici di vari nazioni dimostrano che considerevoli quantità di prodotti somministrati agli animali, che siano antibiotici, ormoni o vaccini hanno importanti effetti sulla nostra salute colpendo soprattutto le nostre difese naturali, con la conseguenza dell’aumento esponenziale delle malattie auto-immuni.

Alcol e fumo, gli intossicanti più diffusi che effetto negativo possono avere in questo momento?

Questa dolorosa circostanza dovrebbe motivare di più quelli che hanno poca volontà a smettere di fumare ed evitare ogni fonte di tossicità. Ogni genere di tossina non fa altro che indebolire il nostro organismo ma noi abbiamo bisogno soprattutto di una dieta sana ed equilibrata, riflessione, lettura ed attività fisica. Non si sottovaluti inoltre l’abbondante letteratura medica che dimostra l’importanza del digiuno intermittente come terapia e soprattutto in quanto corroborante del sistema immunitario

Oltre a quanto previsto dalle normative specifiche vigenti, che non staremo qui a discutere, quali sono i comportamenti, i regimi alimentari e in generale i consigli che puoi dare?

Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone od una soluzione idro-alcolica per un minimo di 30 secondi, disinfettare le superficie con apposite soluzioni, evitare baci e abbracci, evitare le uscite non necessarie, fare attività fisica anche in casa perché potenzia il sistema immunitario, non esagerare nel guardare i telegiornali e programmi che potrebbero essere fonti di stress che, a sua volta, rallenta la risposta immunitaria. E poi leggere, guardare programmi rilassanti, mangiare più sano possibile evitando prodotti industriali e carni conservate.

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