Polemiche su film netflix Cuties: sessualizza le bambine e demonizza Islam e cultura africana

La presentazione del Film francese Cuties ha sollevato un vespaio di polemiche a causa del trailer che mette in scena la sessualizzazione di bambine di 11 anni e la rappresentazione stereotipata dell’Islam e della cultura africana.

Netflix è stata spesso al centro di forti critiche e campagne di protesta per alcuni dei suoi contenuti che hanno urtato la sensibilità di molti dei suoi utenti. In precedenza ad esempio una produzione Netflix aveva rappresentato Gesù come omosessuale e alcuni paesi ne avevano vietato la trasmissione show affermando che “la libertà di espressione non è assoluta.” 

L’ultima recente controversia è derivata da un nuovo film del produttore francese Zangro e che sarà trasmesso dal gigante dello streaming. Il film narra la storia della senegalese Maimouna, giovane 11enne di famiglia musulmana che influenzata da alcune amicizie decide di adottare lo stile di vita delle sue compagne ed entrare nel mondo della danza pop. Il trailer del film contiene scene ipersessualizzate di minorenni.

Gli utenti di Twitter hanno criticato la produzione per molti motivi: dall’ipersessualizzazione di minorenni alla demonizzazione dei musulmani della cultura africana. Uno degli utenti ha affermato:  

non credo che abbiano mai mostrato una famiglia musulmana che sia sinceramente felice di essere musulmana.

Un altro utente dice:

tipico…I film europei ed occidentali in generale demonizzano sempre le culture africane e la fede islamica. Inoltre, promuovono immoralità e promiscuità delle ragazzine. Smettete di sessualizzare le giovani e lasciatele essere ragazzine.

Un’altra utente si indegna ed afferma:

L’ipersessualizzazione di giovani ragazze africane è la cosa peggiore. Le altre etnie possono vivere storie incentrate sull’amore, avventura, ritrovare sé stesse ma alle donne nere tocca una ragazza nera di 11 anni che twerka in gruppo e viene sessualizzata.

Fra i fiumi di commenti negativi non vi è solo chi critica la componente demonizzante, quella razzista o quella anti-islamica. Vi è anche chi associando la narrativa del film al neo-colonialismo francese ricorda che è opera del produttore francese Zangro che in una intervista parla di “liberazione” tramite l’ipersessualizzazione.”

Questa frase ricorda in modo inquietante lo slogan coloniale francese che ordinava alle donne delle colonie di denudarsi con le parole “togliti il velo. Non sei forse bella?

La storia delle relazioni francesi con le altre culture e soprattutto con quelle della regione del Medio Oriente e Nord Africa del resto è macchiata da crimini coloniali compiuti in nome di un pensiero  che in tempi recenti ha preso sempre più piede in tutto lo spettro politico sia a destra, con ideologie scioviniste, sia a sinistra, in nome di un liberalismo estremista ed anti-religioso.

LEGGI ANCHE Velo e liberazione: l’oppressione neo-coloniale messa a nudo